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DOLCEMENTE GRIDANDO SUL MONDO - Musicmap.it

Il lavoro (trattasi di autoproduzione) arriva a distanza di “soli” tre anni dal precedente album ''Dieci anni dopo'', con cui si era già potuto intravedere del sincero potenziale espressivo. ''Dolcemente gridando sul mondo'' compie un'ulteriore presa di posizione a difesa di un cantautorato diverso. Il linguaggio, pungente ed originale, supporta una maggiore complessità dei testi e delle tematiche (''Sole di luglio'', ''Bimbi di pietra''). Il paragone gucciniano è sicuramente il più immediato, complice di certo quella pronuncia incerta della erre che ricorre in Sanchioni, ma confermato di fatto dalle sonorità dei pezzi, imbevuti nella tradizione del folk italiano (''Gli intellettuali non salveranno il mondo''). A spezzare un po' la ripetitività di un minutaggio per lo più pop, intervengono qua e là certi fermenti rock-noise (''L'anima'', ''Il potere è adesso''), per un album complessivamente davvero ottimo!

Andrea Pagliaccia

La pace elettrica - musicmap.it

Marco Sanchioni ritorna sulla scena dopo cinque anni con un nuovo album intitolato “La pace elettrica”, e con una caratteristica essenziale che distingue il cantautore da tutti i suoi colleghi: la voglia di dire qualcosa quando c'è bisogno, di suonare veramente e sacrificarsi per dare vita ad un prodotto elegante, umile ma pieno di ispirazione. Il disco scorre molto velocemente, quasi impercettibile per certi versi, grazie anche ad una poetica che non appesantisce ma che va diritta al punto, senza fermarsi più di tanto e senza perdersi in fronzoli. “La pace elettrica” è una grande ispirazione, arrivata chissà da dove e materializzatasi in una chitarra elettrica, una acustica ed una penna che riesce a sprigionare poesia e bellezza. Tra i brani che riescono più a colpirti e ferirti dentro (senza farti male, per fortuna) troviamo sicuramente “Amore sporco”, un pezzo che sembra esser quasi un gioiello incastonato nel disco e che riesce a superare di gran lunga almeno un migliaio di brani in classifica. Ballad dolce, raffinata, piena di sentimento e cupa al punto giusto per il perfetto mix di malinconia domenicale (e non solo). L'altra faccia della medaglia del disco (quella più grezza ed elettronica) è formata da brani come ''Fossili'', anch'essa una delle tracce più belle del disco, che riesce a dare all'intera riproduzione un valore aggiunto per l'ascoltatore. In sostanza Marco Sanchioni sa come distinguersi e come trovare la propria dimensione, soprattutto adesso, nella fase matura della sua carriera. Quando tutto il resto del mondo si sgretola in banalità e musica commerciale, Marco Sanchioni riesce ad andare oltre, resiste, persiste e vince. (Domenico Carbonaro)

musicmap.it

 

MITE - Musicboom.it

…questo Mite, cd firmato da Marco Sanchioni, è davvero un bel lavoro. E ve lo dico così: senza mezzi termini. Con la medesima spontaneità che aleggia sul lavoro in questione.

Luca D’Alessandro – www.musicboom.it

MITE - Music Club

…Sanchioni sceglie l’opzione di far venire a galla i sentimenti, senza mediazioni, a volte con testi scomodi. Indifferente alle mode e alle convenienze “Mite” è un disco superbo.

Francesco Battisti

MITE - Kronic.it

Colpisce per la sua freschezza questo album di Marco Sanchioni, "il cantautore punk" come ormai molti amano definirlo(….) Senza dubbio la forza di Marco Sanchioni è proprio nell`immediatezza con cui riesce a comunicare, nei testi a volte riflessivi ed altre volte ironici ma mai elaborati(…)Un lavoro che ha sicuramente la freschezza e l`immediatezza che certi “grandi nomi” del rock radiofonico ricercano inutilmente da anni…

Roberto Bonfanti – www.kronic.it

DOLCEMENTE GRIDANDO SUL MONDO - Sound36.com

Probabilmente quando questo articolo verrà pubblicato la tempesta sarà perfetta. Il carrozzone festivaliero avrà già invaso televisioni e radio, i talent show saranno nel vivo della loro spasmodica ricerca fenomeni e qualche retrospettiva ci farà credere che dopo di lui il nulla. C’è poco da fare il mondo della musica italiana è specchio fedele di una nazione che vive su paradossi che, purtroppo, sembrano interminabili. Da un lato si cerca di imporre un nuovocostruito a tavolino e dall’altro si esalta l’anacronistico soffocando ciò che di bello, innovativo si sviluppa. Definitemi complottista ma sono sempre più convinto che l’obiettivo sia quello di consolidare gerarchie e, contemporaneamente, guidare le coscienze.
Per fortuna la libertà di pensiero e quel consequenziale vago senso di frustrazione che ne deriva, qualche volta, si traducono in buon sano rock! Dolcemente gridando sul mondo terzo album di Marco Sanchioni ne è un chiaro e limpido esempio. Album che sa conciliare una scrittura colta e abrasiva, che richiama in alcuni casi il Guccini più impegnato, con la potenza comunicativa del Rock.
Le undici tracce sono un’intima e amara visione della società a cui si contrappone la titanica resistenza di chi sa andare oltre l’apparenza delle cose. Forse Gli intellettuali non salveranno il mondo, forse siamo destinati a una Resistenza passiva e a sopravvivere vivendo ma queste undici zampate nel culo aiutano a sentirsi meno soli e, ce lo auguriamo, a far riflettere.
Da non perdere!!!

Fortunato Mannino